© 2017 by Riccardo De Paolis. Proudly created with Wix.com

November 27, 2019

November 14, 2018

October 30, 2018

Please reload

Post recenti

I'm busy working on my blog posts. Watch this space!

Please reload

Post in evidenza

Il Focus nella pratica

November 27, 2019

Lo Yoga è una pratica di consapevolezza. 

 

Quando ci concediamo la possibilità di esplorare il momento presente con apertura mentale e senza pregiudizi possiamo aprirci alla esperienza del momento presente.

Questo significa essere disposti ad ascoltare con cuore aperto ciò che il corpo e la mente producono in un preciso istante. 

 

Che cosa si cela dietro ad una posizione mantenuta più a lungo? 

Cosa ci comunica il corpo durante un movimento?

Siamo sicuri di conoscere fino in fondo una posizione, anche apparentemente nota?

Quale pensiero mi guida nella pratica?

Riconosciamo forse la voglia di dimostrare qualcosa? 

Oppure siamo guidati dall’entusiasmo di creare degli stati mentali inebrianti? 

Non giudico le esigenze di ciascuno di noi. 

Alla base di tutto condividiamo assieme la voglia di stare bene e sentirci bene.

L’invito che faccio a chi pratica da un pochino è di iniziare ad osservare con gentilezza e determinazione il nostro corpo.

Abbiamo trasmesso sufficiente energia alle nostre asana?

Rispettiamo l’allineamento degli arti in modo funzionale?

Respiriamo con consapevolezza?

 

Il pregiudizio e la paura di confrontarci con ciò che potenzialmente risulta spiacevole ci impedisce di approfondire i vari aspetti della pratica.

Mantenendo sempre valido il principio di ‘ahimsa’ (non violenza) possiamo diventare noi stessi degli attivatori di risorse interne.

Questo può avvenire se siamo disposti ad osservare con occhi nuovi e con curiosità come il corpo e la mente interagiscono su ogni asana e viceversa.

Prendiamo ad esempio le inversioni come le handstand o Salamba Sirsasana. 

Uno degli ostacoli maggiori è il fattore mentale. Per questo sono sempre molto felice di smentire la fatidica frase ‘non ce la farò mai!’ portando il praticante (con il suo consenso) in posizione verticale. 

Al tempo stesso rispetto i desideri di ciascuno e non forzo mai ciò che deve essere un percorso personale attraverso un piccolo viaggio che ci consente di confrontarci con una paura irrazionale. 

 

Le asana e le classi di Yoga sono un piccolo laboratorio nel quale rappresentiamo la nostra vita e sperimentiamo sensazioni, pensieri ed emozioni.

Siamo noi stessi i creatori e gli esperti della nostra realtà mentale.

Lo Yoga può trasformarsi in una fonte di nutrimento per noi stessi quando siamo aperti alla possibilità di non aggrapparsi alle idee e di mantenere una capacità di stupirsi.

La scienza sta dimostrando quanto sia sempre più necessario mantenere e sviluppare delle capacità di focus mentale e di osservazione ad ampio spettro.

Con spanning attenzionale si intende la quantità di tempo in cui una persona è in grado di rimanere concentrata e di non distrarsi. 

Secondo una ricerca condotta da Microsoft'' lo spanning attenzionale dell’essere umano negli anni 2000, prima della diffusione degli smartphone, risultava in media di 12 secondi.

Nel 2013 il livello medio di attenzione degli esseri umani è sceso a 8 secondi.

Il livello medio di attenzione di un pesce rosso è di 9 secondi…interessante!

Notiamo quindi come delle sorgenti disturbanti come un semplice telefono o la tv possano catturare la nostra mente e letteralmente sequestrare la nostra attenzione. 

L'invito che faccio è di rendere la pratica di Yoga in un momento per noi stessi, prezioso ed irripetibile.

Prendiamoci cura di noi stessi così come ci prenderemmo cura di una coppa colma di neve sotto al Sole.

Non perdiamo tempo e pratichiamo il più possibile con gioia, gentilezza e curiosità.

 

Namastè

Riccardo

 

 

''Microsoft attention spans, Spring 2015

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Seguici
Please reload

Cerca per tag
Please reload

Archivio
  • Facebook Basic Square
  • Twitter Basic Square