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Agni Sara – Energia per corpo e mente

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Agni Sara – Energia per corpo e mente

Gennaio 7, 2021Gennaio 7, 2021by Riccardo De Paolisin BlogTags agni sara, bandha, diaframma, pavimento pelvico, pranayama

Autore: Riccardo de Paolis

Negli otto stadi dello Yoga il Pranayama rappresenta un elemento chiave per osservare la connessione tra corpo e mente e per mantenere il corpo attivo ed in equilibrio. 

Figura 1: Gli Otto stadi dello Yoga

Il Pranayama aiuta a ripulire le Nadi, canali energetici che scorrono nel corpo, la maggior parte dei quali concentrata attorno all’ombelico ed al cuore (Kandasthana). Ombelico e cuore rappresentano delle zone fondamentali a livello energetico/spirituale e sono sempre più oggetto di ricerche e scoperte scientifiche. E’ sempre più evidente ad esempio la relazione tra il sistema nervoso gastroenterico (detto anche secondo cervello) e lo stato mentale in risposta agli stressor quotidiani. Allo stesso modo numerose ricerche evidenziano la relazione tra il nervo vago e l’attivazione del sistema parasimpatetico con modulazione del tasso di variabilità cardiaca. [1]…[7]

Prana vuol dire respiro, forza vitale, Yama vuol dire pausa, controllo. Il Pranayama è il controllo volontario del respiro. Attraverso svariate tecniche è possibile incrementare la quantità di ossigeno che circola nel corpo e fornire una serie impressionante di benefici come riportato in figura seguente.

Figura 2: Benefici del Pranayama

Nello Yoga Sutra, Patanjali descrive il Pranayama nel capitolo II, versi 49 – 51, come l’inspirazione e l’espirazione controllata in una posizione stabile e radicata. ll Pranayama mantiene le Nadi in ottime condizioni favorendo benessere fisico e psichico. [8]

Ricordiamo sempre che esistono molte pratiche di respirazioni e che ciascuna di esse va utilizzata dopo un attento ‘assessment’ del corpo e della mente. Ogni pratica è volta a garantire uno stato di equilibrio di corpo e mente. Se quindi siamo naturalmente agitati o facilmente irritabili saranno più idonee pratiche di respirazione volte a calmare e tranquillizzare la mente, piuttosto che cimentarsi in pratiche energizzanti. In realtà, quando ben adottate, le sessioni di Pranayama sono tutte in grado di stabilizzare la mente e di aumentare chiarezza mentale e concentrazione. Per esse è necessario un percorso di introspezione e di ascolto del proprio corpo e delle proprie tendenze. Questo perché la pratica richiede tempo e calma. Vedremo in seguito in che modo è possibile mettere in atto tutto questo.  [9]

I Bandha 

Ai fini di una corretta esecuzione è necessario riconoscere in modo appropriato e sicuro i Bandha e saper utilizzare il diaframma.  

Senza l’attivazione corretta dei Bandha la pratica del Pranayama non può essere totalmente efficace e può essere perfino dannosa se improvvisata o se eseguita con superficialità.

Bandha è una parola in lingua Sanscrita e indica l’azione di unire, bloccare, catturare, sigillare, mettere assieme. Si utilizza questo termine anche per indicare l’azione in alcune posizioni di ‘blocco e contrazione ’ di alcune parti del corpo. Il concetto di Bandha è analogo a quello dei trasformatori di energia elettrica. Quando utilizziamo i nostri elettrodomestici sono necessari dei trasformatori per modulare la quantità di corrente e alimentare gli apparecchi in modo opportuno. Allo stesso modo i Bandha consentono di modulare l’energia sviluppata durante il Pranayama, raccogliendola in specifiche parti del corpo. 

I Bandha correttamente attivati consentono di proteggere il nostro corpo durante le Asana, rinforzando la stabilità e garantendo un maggiore allineamento delle posizioni. Allineamento e stabilità sono vettori naturali di Prana, forza vitale. 

Il primo Bandha che è necessario imparare è Jalandhara Bandha. Il termine Jala vuol dire in sanscrito rete. La posizione in cui è possibile percepire il suo massimo effetto è Salamba Sarvangasana in cui il mento è diretto verso lo sterno.

Foto 3: Salamba Sarvangasana

Quando si dirige il mento verso il petto si bloccano le Nadi attorno al collo bloccando una qualità energetica ‘lunare’ presente nel plesso lunare al centro del cervello. Tale qualità energetica se scendesse verso il basso verrebbe eliminata dal calore, Agni, che viene generata con le pratiche di respirazione controllata, nella zona dell’ombelico, il plesso solare. 

Pertanto Jalandhara Bandha preserva una qualità energetica importante dirigendo il flusso energetico del pranayama, verso il canale centrale sushumna. 

Questa posizione consente di pulire il setto nasale, regolando il flusso di sangue al cuore, alla testa e al sistema endocrino (tiroide e paratiroide). Se si effettua il Pranayama senza questo Bandha si possono avere giramenti di testa, alta pressione nella testa e negli occhi. Quando essa viene effettuata con consapevolezza la mente si rilassa ed è più ricettiva.

Il secondo Bandha che possiamo scoprire è Mula Bandha. E’ uno dei più difficili elementi da risvegliare perché il pudore, la paura e il giudizio, lo stile di vita sedentario spesso ‘coprono’ questa possibilità.

Se vuoi scoprire come attivare Mula Bandha leggi qui.

Il terzo Bandha è chiamato Uddiyana Bandha.  Uddiyana vuol dire far volare verso l’alto. Che cosa vola? Con questo termine poetico si intende il risvegliare una qualità energetica spesso percepita come calore diretto verso l’alto. Questo calore si propaga dal basso verso l’alto grazie all’azione combinata dei muscoli addominali e del diaframma, quest’ultimo sollevandosi sin verso il torace e comprimendo gli organi addominali. La spina dorsale rimane eretta durante questa esecuzione ed il mento rimane verso il petto. La pratica viene effettuata a stomaco vuoto e senza sforzo addominale. L’attivazione deve risultare morbida e profonda accompagnata da una precisa osservazione del corpo e della mente. Questa pratica tonifica l’addome e favorisce l’eliminazione delle tossine dal tratto digerente. 

Esempio di Uddiyana Bandha: https://youtu.be/UR8P2y53aEk

Il Diaframma

Il diaframma è il principale muscolo respiratorio e interviene spesso nelle pratiche di respirazione controllata. Il diaframma è uno strato di muscolo scheletrico connesso alla superficie interna delle costole ed alle vertebre lombari, convergendo quindi ad un tendine centrale. Il diaframma separa la cavità toracica, contenente il cuore i polmoni ed il fegato, dalla cavità addominale, eseguendo un compito fondamentale per la respirazione. Durante ogni inalazione il diaframma si contrae, il volume della cavità toracica aumenta e crea un ‘vuoto’ che per differenza di pressione consente all’aria di entrare all’interno dei polmoni. Ad ogni espirazione i muscoli intercostali si rilassano, il diaframma sale e la cassa toracica diventa più piccola in volume generando una pressione che consente all’aria di uscire dai polmoni. L’utilizzo del diaframma nello Yoga non ha nulla a che vedere con le manovre di Muller o Valsalva utilizzate in campo medico per controlli endoscopici perché il fine è di percepire la pratica in modo morbido e graduale e di osservarne i dettagli fisici e mentali. L’attività del diaframma agisce sul sistema nervoso parasimpatetico consentendo il rilassamento del corpo e della mente e migliorando la risposta ai fattori quotidiani di stress. [10]

Foto 4: attività del diaframma e relazione con il sistema nervoso

Agni Sara – Ora puoi avvicinarti a questa pratica

Agni Sara è una delle pratiche più importanti nell’Hatha Yoga e consente di migliorare la nostra condizione fisica, la nostra vitalità ed emotività.

Il nome Agni indica il fuoco, uno degli elementi fondamentali per la digestione, la capacità discriminante, la trasformazione. Il termine Sara vuol dire essenza, movimento fluido. Agni Sara è associato all’elemento fuoco ed al chakra Manipura, il plesso solare. Secondo lo Yoga esistono diversi chakra o ruote energetiche che assolvono a specifiche funzioni nel corpo e sono associate ad aspetti mentali. A seconda delle tradizioni esiste un numero svariato di chakra. Generalmente si elencano 7 chakra principali:

Foto 5: i 7 chakra

Il chakra basale Muladhara connesso all’elemento Terra simboleggia la stabilità, l’istinto di sopravvivenza e di appartenenza. [11]

Il secondo chakra è denominato Svadhistana ed è connesso all’elemento Acqua e simboleggia la connessione con l’esterno, il piacere e il desiderio di essere a contatto con il mondo attorno a noi.

Il terzo chakra è chiamato Manipura ed è connesso all’elemento Fuoco e svolge un ruolo fondamentale ai fini della coordinazione tra corpo e mente. E’ in questo chakra che si focalizza la pratica di Agni Sara garantendo una serie di benefici fondamentali per la nostra quotidianità. 

Con Agni Sara l’attivazione muscolare del pavimento pelvico e della parete addominale è in grado di massaggiare gli organi interni come fegato, milza, cistifellea e di ottimizzare la funzionalità dei reni e del sistema riproduttivo. I fluidi linfatici tendono a convogliare nella zona addominale e con questa pratica è possibile sostenerli e spingerli verso l’alto stimolando la funzione del sistema immunitario. Tutte le generali funzioni degli organi presenti nell’addome vengono migliorate attraverso questa pratica di respirazione e pulizia interna.A livello mentale Agni Sara è in grado di aumentare la vitalità e la capacità di gestire lo stress emotivo, donando una maggiore sicurezza in se stessi ed una generale sensazione di entusiasmo.[12]

E’ estremamente importante osservare e raffinare la pratica nel tempo, con consapevolezza e costanza. All’inizio sarà sufficiente lavorare sull’aspetto meccanico della pratica. Anche solo focalizzandosi sull’aspetto puramente meccanico della pratica si avranno una serie di benefici a livello fisico e di percezione del proprio corpo. 

Foto 6: linee guida per Agni Sara

Tuttavia nel tempo questa pratica è in grado di fornire un forte movimento di energia verso l’alto e una maggiore attenzione introspettiva. La forza fisica che ne deriva può essere quindi diretta intenzionalmente a supporto di una mente stabile e bilanciata. Per effettuare questa pratica è necessario comprendere per prima cosa come praticare uddiyana bandha. Questo perché Agni Sara è una serie continua di uddiyana bandha effettuati lentamente mentre si trattiene il respiro (bahya kumbhaka). Quindi bisogna riconoscere e praticare con confidenza Mula bandha e Ashvini mudra (la mudra della giumenta).

Benefici:

  • Rinforza e ossigena i tessuti e gli organi dell’addome
  • Migliora la percezione e il controllo dei due bandha uddiyana e mula bandha
  • Tonifica l’addome in profondità
  • Tonifica e rinforza il pavimento pelvico
  • Stimola e pulisce il sistema digerente
  • Stimola e pulisce il sistema urinario 
  • Stimola massaggiando gli organi interni dell’addome 
  • Rinforza i muscoli che controllano la minzione
  • Favorisce la risalita del liquido linfatico verso l’alto 

Controindicazioni:

  • Maternità
  • Mestruazioni
  • Dolori o ferite addominali
  • Problemi cardiovascolari
  • Ipertensione

BIBLIOGRAFIA

[1] Autonomic and Brain Morphological Predictors of Stress Resilience -Frontiers in Neuroscience · March 2018 Luca Carnevali et.al.

[2] Potential self-regulatory mechanisms of yoga for psychological health – Front. Hum. Neurosci., 30 September 2014

[3]The social brain and the heart rate variability: implications for psychotherapy – The British Psychological Society – 2019

[4] Homeostasis, stress and adaptation – https://coachroba.com/homeostasis-stress- adaptation/

[5] Il pensiero intrusivo come fattore di rischio per la salute: prove empiriche e correlati psicofisiologici – C. Ottaviani – Università La Sapienza di Roma Facoltà di Psicologia – Master Universitario di II Livello in “Mindfulness: pratica, clinica e neuroscienze” – A.A. 2018-2019

[6] Yoga and heart rate variabilty: A comprehensive review of the literature – Anupama Tyagi et.al. – International Journal of Yoga 2016

[7] Iyengar Yoga Increases Cardiac Parasympathetic Nervous Modulation among Healthy Yoga Practitioners – Kerstin Khattab – Evid Based Complement Alternat Med. 2007

[8] Light on Pranyama – B.K.S. Iyengar – A Crossroad Book 2010 ; The Practice of Yoga Sutra – Pandit Rajmani Tigunait

[9] Kundalini: Inner Healing for a Troubled World – Himalayan Institute

[10]

  • https://en.wikipedia.org/wiki/Thoracic_diaphragm
  • ‘The mechanics of Respiration’ – www.3d-yoga.com
  • https://en.wikipedia.org/wiki/Respiratory_center
  • https://www.livescience.com/29365-human-brain.html
  • http://medicalterms.info/anatomy/Peripheral-Nervous-System/
  • https://en.wikipedia.org/wiki/File:Digestive_system_diagram_edit.svg

[11] Guide to Agni Sara – Sandra Anderson – Yoga International

[12] Path of Fire and Light, Vol.1 Advanced Practices of Yoga – Swami Rama

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