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Muladhara e l’elemento terra

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Muladhara e l’elemento terra

Marzo 15, 2021Marzo 15, 2021by Riccardo De Paolisin BlogTags chakra, muladhara, terra, yoga

All’interno del corpo umano ci sono circa 100 plessi. Un plesso è un insieme di nervi o di vasi sanguigni. Il plesso più conosciuto è il plesso solare costituito da un insieme di cellule nervose autonome dietro lo stomaco e sotto il diaframma. Generalmente viene nominato anche secondo cervello. Anche i vasi sanguigni possono formare un plesso come ad esempio il plesso coroideo nel cervello. La tradizione yogica denomina tali plessi con il nome di chakra. Letteralmente chakra significa in sanscrito ruota. I primi documenti noti che riportano le descrizioni dei chakra risalgono ai testi tantrici buddhisti più di 1.500 anni fa. Da tali plessi si irradiano le nadi, ovvero canali energetici che si distribuiscono nell’intero corpo.

Secondo la tradizione tantrica esistono 7 plessi principali ciascuno associato ad un piano dell’esistenza, dalla terra ai livelli più celestiali ed elevati. Esistono molte teorie riguardanti i chakra e non esiste una visione unica sul loro numero, sulla loro posizione nel corpo e persino sulla loro funzione. Esistono inoltre diverse rappresentazioni a seconda del periodo storico. Spesso i chakra vengono rappresentati come dei fiori di loto con un numero di petali, un colore specifico, un suono associato e un simbolo che lo rappresenta.

Ciò che risulta importante e che accomuna tutte le varie interpretazioni è che esistono dei centri energetici nel corpo. Tali centri energetici non necessariamente corrispondono a ghiandole endocrine o a plessi nervosi anche se in molti casi corrispondono a specifiche zone corporee.  I chakra sono quindi elementi o indicazioni di qualità energetiche e non necessariamente corrispondono a parti fisiche o ad organi specifici.

Durante la nostra pratica è possibile riconoscere la qualità energetica che tali zone rappresentano.  Ancora una volta i praticanti di yoga del passato ci aiutano ad avvicinarci a questo aspetto della realtà fatto di energia e non direttamente visibile.

Vediamo ora nel dettaglio l’elemento terra associato al primo chakra basale Muladhara.

L’elemento terra si collega alle caratteristiche della stabilità, della forza e della solidità. A questo elemento si associano le strutture fisiche più solide come le ossa, i muscoli etc.. e tutte le capacità di essere funzionali e attivi.  Il chakra corrispondente a questo elemento è Muladhara, il chakra radice.

Mula in sanscrito significa radice e adhara è fondamenta, supporto. Questo implica che Muladhara è energicamente connesso alla idea di fondamenta, di base, funzionali alla energia, la quale necessita di un corpo fisico per potersi manifestare.

Il chakra radice è quindi associato alle funzioni che supportano e sostengono la vita e ai cosiddetti quattro istinti primordiali:

  • Il cibo
  • Il sesso
  • Il sonno
  • L’istinto di preservazione

Muladhara rappresenta quindi l’insieme degli istinti di sopravvivenza che ci accompagnano come esseri umani e che ci connettono al mondo animale, alla Terra e con i quali dobbiamo e possiamo lavorare per evolverci come esseri umani.

A livello di Muladhara chakra il senso associato è l’olfatto, uno dei sensi più primitivi: è il senso meno differenziato e quello maggiormente connesso all’istinto di sopravvivenza. Si pensi ad esempio al cibo e alla capacità di sentire e distinguere il cibo buono da quello meno buono. A livello di senso attivo associato a Muladhara è la capacità di defecare e quindi di eliminare ciò che non è più necessario al corpo, ciò che non è più assimilabile dal corpo.

La parte che viene quindi maggiormente stimolata da Muladhara è il bacino, essendo associato agli organi adibiti alla eliminazione come il colon, l’intestino e l’ano. A livello mentale gli istinti e i desideri sono associati al bacino. Esso rappresenta quindi la base dell’asse verticale attorno al quale il resto del corpo si organizza.

Le parti maggiormente interessate da questo chakra durante le asana sono quindi il pavimento pelvico, le gambe e il basso addome.

Il pavimento pelvico è una parte del nostro corpo generalmente poco considerata per motivi culturali e di pudore. In realtà questa zona del corpo è estremamente importante sia a livello fisico che energetico e la sua attivazione contribuisce a migliorare la nostra salute.

Se ben tonificato e attivato, il pavimento pelvico. può fornirci una vasta gamma di benefici per la salute:

  • miglioramento del funzionamento della vescica
  • regolazione dei movimenti intestinali
  • prevenzione e riduzione delle emorroidi
  • equilibrio del sistema riproduttivo
  • modulazione del sistema nervoso simpatico
  • riduzione dello stress e della depressione

Gli aspetti su cui ci si focalizza in queste parti del corpo sono quindi forza e stabilità.

La terrra e Muladhara sono associati alla sicurezza, al senso di appartenenza e alla stabilità.  Quando l’elemento terra è equilibrato, ci si sente sicuri, radicati, flessibili, forti.

Un elemento terra squilibrato può causare ansia, paranoia, fragilità, malumore e smemoratezza.

Un altro aspetto molto importante connesso con questo centro energetico è il cibo.  E’ importante avere una dieta bilanciata, mangiare una quantità appropriata di cibo, nel momento appropriato diviene un elemento fondamentale per sviluppare uno stile di vita equilibrato.

Per creare connessione con l’elemento terra durante la pratica dello Yoga  è importante considerare il fattore tempo, il respiro e la stabilità delle posizioni. Tenendo le posizioni più a lungo e con il respiro del pranayama Ujjayi è possibile accedere a questo centro energetico.

Una posizione simbolo di Muladhara è la posizione del Guerriero – Virabhadrasana I

Guerriero I – Virabhadrasana I

Il Guerriero I è una posizione intensa che offre forza, sicurezza e stabilità.

La posa di Virabhadra è anche conosciuta come la posa del guerriero (ci sono tre varianti di guerriero, di cui questa è abitualmente numerata I). Può sembrare strano nominare una posa yoga con il nome di un guerriero. Ciò che viene realmente commemorato in nome di questa posa, e ritenuto un ideale per tutti i praticanti, è il “guerriero spirituale”, che coraggiosamente combatte con il nemico universale, l’ignoranza di sé (avidya), la fonte ultima di tutta la nostra sofferenza. Nella mitologia indù, Virabhadra è un potente eroe creato da un capello di Shiva per guidare l’esercito di Shiva contro Daksa.

Livello – Semplice

È una fantastica asana per sviluppare la consapevolezza del corpo e aumentare la connessione corpo-mente. Ideale per aprire il cuore e sviluppare il coraggio. Questa potente asana può aiutarti a ottenere forza e coraggio interiori.

  • Inizia in Tadasana (sopra).
  • Durante l’espirazione, porta indietro il piede sinistro e ruotalo di circa 45 gradi. Il tuo piede sinistro dovrebbe essere ben piantato e toccare il suolo.
  • Tra i due piedi c’è luce, ovvero una distanza orizzontale pari a quella del bacino.
  • Piega il ginocchio destro sopra la caviglia destra, in modo che lo stinco sia perpendicolare al pavimento. Se puoi, porta la coscia destra parallela al pavimento.
  • Dai priorità al bacino allineato e diretto verso la parte anteriore del tappetino.
  • Attiva i muscoli dell’addome.
  • Alza le braccia sopra la testa e allunga le dita verso il cielo.
  • Rilassa le spalle e mantieni lo sguardo in avanti o verso l’alto se il collo lo consente.
  • Mantieni la posizione per 5-10 respiri.
  • Ripeti dall’altra parte.

Controindicazioni e precauzioni

  • Dolori alle spalle: tenere le braccia più aperte oppure portare le mani al bacino
  • Dolori al collo: mantenere la testa neutra e lo sguardo in avanti
  • Dolori al ginocchio: tenere l’allineamento ginocchio tallone, ridurre il carico
  • Dolori all’articolazione sacro-iliaca: praticare la variante con il tallone del piede posteriore sollevato da terra
  • In caso di maternità: tenere le mani sul bacino on con le mani in Namaste.

Benefici

  • Espande il petto e facilita la respirazione profonda
  • Scioglie le spalle ed il collo
  • Tonifica i polpacci e rinforza le gambe
  • Allunga la spina dorsale e il muscolo dello psoas.
  • Energizza e crea resistenza fisica
  • Associata alle tecniche di Pranayama stimola il metabolismo e aumenta il focus mentale

Disallineamenti comuni

  • Gomiti piegati
  • Bacino non funzionalmente allineato al bordo del tappetino
  • Piedi troppo larghi o troppo vicini tra di loro
  • Ginocchio del piede anteriore non allineato con il tallone
  • Zona lombare: eccessiva lordosi

BIBLIOGRAFIA

  • The practice of the Yoga Sutra – Sadhana Pada – Pandit Rajmani Tigunait – Himalayan Institute 2017
  • The complete guide to Yin Yoga – Clark – A wild strawberry prdoction
  • Leslie Kaminoff – Yoga Anatomy
  • Light on Yoga – B.K.S. Iyengar
01Avvicinarsi allo YogaYoga e Mindfulness – Gran Canaria

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