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Yoga Nidra: dal profondo rilassamento alla consapevolezza

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Yoga Nidra: dal profondo rilassamento alla consapevolezza

Settembre 2, 2020Settembre 14, 2020by Riccardo De Paolisin Eventi, News

September 2, 2020, Riccardo de Paolis

Yoga Nidra in sanscrito significa Yoga del sonno. 

Conosciamo tutti lo stato di veglia in cui siamo coscienti, ma conosciamo meno lo stato di sonno e quali meccanismi incorrono durante tale momento della nostra vita.

Il sonno è una condizione naturale e ricorrente, caratterizzato principalmente dall’assenza di pensieri, sensazioni e movimenti consapevoli. 

Il sonno è considerato dallo Yoga come uno stato di ‘Pratyahara’, cioè di privazione dei sensi, in cui la coscienza si distacca spontaneamente dai canali fisici motori e sensori. Durante il sonno si perde gradualmente il contatto con il mondo esterno e la coscienza si rivolge naturalmente verso l’interno, verso la propria sorgente.

Foto 1: Gli otto stadi dello Yoga 

ORIGINI DELLO YOGA NIDRA

La pratica di Yoga Nidra è stata concepita originariamente come un percorso spirituale per condurre il praticante ad un maggiore stato di consapevolezza di sè. 

A livello di letteratura tradizionale non esistono molti testi che descrivono la pratica di yoga nidra. Questo in gran parte è dovuto al fatto che la maggior parte delle pratiche erano trasmesse oralmente con un contatto diretto tra discepolo e insegnante (Bharati 2001).

Inoltre molte delle pratiche venivano considerate iniziatiche e tenute segrete pertanto i testi venivano lasciati deliberatamente non completi. 

Il termine yoga-nidra storicamente si riferisce sia una pratica sia ad un oggetto devozionale. 

Nella letteratura Vedica (5000 Prima dell’Era Comune e 1000 Era Comune) e nella letteratura epica (700 Prima dell’Era Comune e 1000 Era Comune) il termine yoga-nidra si riferisce alla dissoluzione mitologica del cosmo detta anche dissoluzione cosmica di Vishnu. Essa rappresenta anche il potere di Vishnu chiamato tamas, ovvero il principio universale della inerzia e della entropia ed è identificato con la Madre Divina Kali.

Yoga Nidra viene anche associata alla divinità che ha dato vita a Krishna (Mahabharata, Libro 1, sezione XXI) (Campbell 1974).

Per quanto riguarda lo Yoga Sutra di Patanjali (200 Prima dell’Era Comune) non viene descritta esplicitamente alcuna tecnica di yoga-nidra ma viene esplorata la natura del sonno come una processo mentale (Sutra I.10) considerando il sogno e il sonno come degli stati che consentono l’accesso al samadhi ovvero a uno stato di profonda consapevolezza.[1] 

Yoga Sutra I.10

Abhava – Pratyaya – Alambana – Vrttir – Nidra

Abhava: non esistenza, sensazione di non-essere, assenza

Pratyaya: conoscenza, discernimento, strumenti, mezzi, intelletto

Alambana: supporto, dimora, dipendenza da un sostegno

Vrttir: funzione, condizione, onda-pensiero

Nidra: sonno senza sogni

Il sonno è assenza non deliberata delle onde-pensiero o della conoscenza.[2] 

Questo ha delle implicazioni molto importanti ai fini dello Yoga Nidra. 

Quando la mente è in uno stato di sonno profondo in cui non ha un oggetto di attenzione (alambana) essa diventa malleabile e il suo potere può essere arricchito dalla intenzione personale (sankalpa).

Yoga Sutra I.38

Svapna – Nidra – Jnana – Alambanam – Va

Svapna: stato di sogno, uno stato di illusione

Nidra: stato di sonno

Jnana: stato di veglia, consapevolezza, intelligente

Alambanam: supporto, base, assistenza, aiuto

Va: oppure

Oppure attraverso il ricordo e la contemplazione delle esperienze del sonno con sogni o senza sogni, durante lo stato di consapevolezza e di veglia.

Quindi Patanjali afferma che è possibile entrare in uno stato di Samadhi (consapevolezza estesa) con il supporto della conoscenza del sogno e del sonno profondo. Tuttavia non vengono descritte le tecniche per accedere a tale stato.

YOGA NIDRA CONTEMPORANEO

Nel periodo moderno le pratiche di Yoga Nidra si sono diffuse grazie a Swami Satyananda che con la propria esperienza personale ha realizzato come la mente durante lo stato di profondo rilassamento possa favorire l’accesso a uno stato di potenziale ricettività utile per la conoscenza e l’apprendimento.

La pratica si basa su 8 stadi: 

  1. Adattamento
  2. Sankalpa
  3. Rotazione della consapevolezza del corpo
  4. Consapevolezza del respiro
  5. Percezione degli Opposti
  6. Visualizzazioni
  7. Sankalpa
  8. Esternalizzazione

 Foto 2: il fiore di loto simbolo di trasformazione e purezza


Satyananda considera lo yoga nidra come uno stato mentale tra la veglia e il sonno in grado di aprire profondi fasi della mente, suggerendo una connessione con l’antica pratica tantrica chiamata Nyasa.

Nyasa significa porre, applicare, toccare in modo consapevole.

Nyasa indica quindi il tocco con le dita delle mani su parti sacre, sensibili o su punti attivi ed efficaci a livello medico.

Il termine indica anche l’applicazione delle mani con la recitazione di specifici mantra.

Il porre la mente e l’attenzione su diverse parti del corpo viene chiamato Kara Nyasa.[3]

Questa pratica viene proposta come tecnica di rilassamento profondo e in tal caso rappresenta uno stadio preliminare allo sviluppo della consapevolezza o Turiya durante il quale si è consapevoli in ogni istante della giornata. 

 Foto 2: Yoga Nidra e i livelli di coscienza

Yoga Nidra è uno stato in cui la persona manifesta tutte le condizioni del sonno, in uno stato non – REM, durante il quale vengono prodotte dal cervello onde frequenziali di tipo Delta, rimanendo in totale consapevolezza.

Vediamo nel dettaglio come si caratterizza il sonno e in cosa consiste e si differenzia la pratica di Yoga Nidra.

Il sonno tradizionalmente è suddiviso in 5 stadi di seguito elencati:

  • Stadio 1: NREM, rappresenta l’addormentamento, nel quale l’attività cerebrale rallenta;
  • Stadio 2: NREM, fase di sonno leggero, in cui le onde cerebrali sono simili a quelle visibili in fase di veglia;
  • Stadio 3: NREM, fase di sonno profondo caratterizzato da onde cerebrali molto lente ed ampie;
  • Stadio 4: NREM, fase di sonno profondo in cui l’organismo si rigenera, ripristinando le riserve metaboliche;
  • Stadio 5: REM, in questo stadio le onde cerebrali evidenziano il movimento oculare.[4]

Questi stadi possono variare in intensità e durata a seconda della persona e rappresentano il momento in cui la mente rielabora gli eventi della giornata mentre il corpo si rigenera producendo maggiormente i fattori di crescita e riducendo gli ormoni dello stress.

Un’alterazione del ritmo sonno-veglia può causare insonnia, ansia e depressione.

La valutazione scientifica di uno stato di pratica meditativa viene effettuata attraverso la rilevazione delle attività cerebrali, classificate in base alla loro frequenza. 

TIPOLOGIA DI ONDE CEREBRALI E PRATICA

Gli studi sulle funzioni cerebrali condotti con Elettroencefalogramma (EEG)  e con tomografia ad emissione di positroni (PET) sono in grado di evidenziare varie forme d’onda generate dall’attività cerebrale e classificate in base alla loro frequenza.

Le onde Delta presentano delle frequenze inferiori ai 4 Hz e sono associate ad un sonno profondo di tipo non-REM. 

  • Le onde Theta (4-8 Hz) sono associate alla meditazione, ai sogni, agli stati ipnotici e alle immagini ipnagogiche.
  • Le onde Alpha (8-13 Hz) indicano uno stato fisico di profondo rilassamento. 
  • Le onde Beta (> 13-30 Hz) indicano uno stato di allerta tipico della veglia. 
  • Le onde Gamma (30-80 Hz) indicano un processo che coinvolge modalità sensorie multiple e l’esecuzione di funzioni cognitive e motorie specifiche.

Sulla base di queste misurazioni è possibile suddividere la pratica di Yoga Nidra in 4 livelli classificati in base alle tipologie di onde frequenziali generate dal cervello. 

  1. Uno stato di profondo rilassamento. Durante questa fase il cervello produce onde di tipo Alpha che possono trasformarsi in onde Theta durante la pratica. Questi esercizi profondi possono essere utilizzati per ridurre la pressione sanguigna, ridurre le emicranie, l’insonnia e in generale il livello di stress. (Hammond 1990).
  2. Uno stato di profonda creatività, risoluzione di problemi, capacità di pianificare azioni. In questa fase si evidenziano onde di tipo Theta che convergono verso le onde Delta durante la pratica più profonda. 
  3. Durante questo stato il cervello produce onde di tipo Theta seguite da onde di tipo Delta. I partecipanti presentano un sonno di tipo non-REM ma rimangono consapevoli di ciò che accade attorno a loro. 
  4. Si verifica quando la mente rimane contemporaneamente nei due stati di sonno e di consapevolezza e stato meditativo. E’ uno stato simile a quello senza sforzo (a-japa, japa) sperimentabile in meditazione.

BENEFICI DELLO YOGA NIDRA 

A livello iniziale la pratica di Yoga Nidra è in grado di fornire una serie di preziosi benefici che possono migliorare la nostra qualità della vita. 

  • Riduzione del livello di stress percepito
  • Rilassamento muscolare 
  • Riduzione della pressione sanguigna
  • Riduzione delle emicranie
  • Modulazione della risposta immunitaria
  • Aumento del tasso di variabilità cardiaca e conseguente attivazione parasimpatetica
  • Riduzione di ansia e depressione
  • Migliore qualità del sonno
  • Maggiore consapevolezza di sè

Buona pratica a tutti

Namastè

Riccardo

BIBLIOGRAFIA

[1] Defining Yoga-Nidra: Traditional Accounts, Physiological Research, and Future Directions – Stephen Parker International Journal of Yoga Therapy — No. 23 (1) | 2013

[2] B.K.S. Commento agli Yoga Sutra di Patanjali – Edizioni Mediterranee 2010

[3] 1st Interantional Yoga Nidra Conference – Yoga International 2020

[4] https://www.my-personaltrainer.it/farmacologia/sonno-58.html

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